mi presento

Salve a tutti,

questo è un blog pensato per chi, come me, è sempre alla ricerca di nuove e particolari ricette.


Non sono di certo una cuoca professionista ma nel mio piccolo ho raccolto un bel pò di ricette che man mano mi propongo di condividere con voi.


Spero di fare cosa gradita e aspetto vostri consigli e commenti.


Peppy

chi è stata Julia child


Mi si chiede chi è julia Child beh per me è una icona da seguire. Lei è stata una donna americana piena di energia, molto determinata, con una grande passione per la cucina.. Julia Child ha fatto conoscere la cucina francese alle donne americane attraverso libri e programmi televisivi.


Ci ha insegnato non a cucinare ma ad amare il cibo.

Julia aveva un marito che lavorava in ambasciata, viveva al suo seguito girando un po’ tutto il mondo. Ma è la Francia ed in particolare Parigi e la sua cucina che l’ha affascinata; così decise insieme ad altre amiche di scrivere un libro di ricette francese da pubblicare in America.

Julia Child è un mito della TV americana, autrice di un best-seller con il quale ha portato alle donne U S A le delizie e i segreti della cucina francese.

Lei ci insegna ancora oggi ad affrontare, come lei,la vita con un sorriso e leggerezza. Non lasciate mai che la passione vi travolga al punto di annientarvi e non trascurate le persone e i vostri valori, queste sono le cose veramente importanti

Tra le righe della sua vita tra gli altri io colgo questo insegnamento .” Solo chi ha il coraggio del rischio e di accettare le sfide della vita riesce ad imporsi e ad essere qualcuno".

Penso che questo possa andare bene per tutti ! ! !

Ma non voglio fare sermoni ti ringrazio per l’opportunità datami di poter parlare di lei ma adesso passo alle mie ricette sperando che Julia mi aiuti un po’.

ciao

Peppy





giovedì 13 maggio 2010

Origini

Come una donna appassionata della propria terra, come tutti quelli del mio stesso popolo, ho anch’io alcuni Paesi nel cuore,ma la mia Italia nell’anima. Sono proprio queste le cose di cui vorrei raccontare e come italiana D.O.C. mi piace mangiar bene e scrivere di cucina,infatti proprio il cibo ci narra storie ed avventure.
A tavola si può mostrare e offrire, tradizioni, stile, qualità, insomma . . . civiltà.
Desidero quindi, nel mio piccolo, farvi conoscere i piaceri della nostra tavola: specchio fedele della vita, dei caratteri e dei prodotti ; così da familiarizzare meglio con la cultura italiana, con la bellezza del nostro Paese che per lo più riesce sempre a farsi amare, ma spesso è incomprensibile per chi ne è lontano.
La terra , con i suoi più antichi sapori; il mare, con le sue cristalline trasparenze, i suoi colori, i suoi sapori, gli aromi; il nostro sapiente uso di spezie ed erbe particolari che danno ai piatti profumi e sapori inimitabili,venute a noi dall’incontro e fusione delle diverse etnie che hanno lasciato anche in cucina un segno della loro presenza.
Il mare,generosa fonte, offre sempre prodotti che vengono poi combinati in modo sapiente e creativo; spesso insieme ai prodotti della terra.
Mi accingo timidamente, (forse anche con timore per l’enorme vastità dell’argomento ) a parlarvi di una delle tantissime ricette di pesce che vorrei farvi conoscere:
“ Sarde a Beccafico “
( Il trionfo dell’agrodolce )
Beccafico: questa parola nasce dalle reinvenzione popolare di un alimento diffuso sulle tavole dei nobili siciliani di un tempo. Prende il nome da un uccello: i beccafichi sono volatili simili alle capinere, dalle carni molto saporite, che i nobili usavano cacciare.
Per i popolani siciliani questi, invece, rappresentavano un bene di lusso, iniziarono così a copiarne la preparazione, adattandola però ad un alimento meno costoso e che anche i poveri, per lo più pescatori, potevano permettersi: le sarde.
Voglio proporvi ,allora, questa ricetta, che da sempre viene cucinata in maniera davvero impeccabile e squisita a casa di mia sorella Franca e mio cognato Piero.
Essendo io, una buongustaia ; spesso mi capita di pensare a determinate prelibatezze e allora, mi vien subito l’acquolina in bocca per cui quando posso ne approfitto. Se per un motivo qualunque siamo insieme trovo l’occasione per fare determinate richieste e mi ritrovo a dire, sorniona : “ Piero, quando prepari le sarde a beccafico ? “
E là, vado sul sicuro! perché sono sempre pronti ad accontentarmi e a farmi gustare uno dei loro più prelibati piatti.
E allora, provate a farle pure voi !!!

Sarde a beccafico

Ingredienti
1kg. di sarde
200 gr.di pangrattato
50 gr.di parmiggiano grattugiato (o caciocavallo)
2 acciughe (dissalate )
2 cucchiai di uvetta passa e pinoli
1 cucchiaio, di zucchero
Olio q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.
Foglie di alloro
Succo di limone

Preparazione
Pulire le sarde,diliscarle e privarle della testa , sciacquarle ed aprirle a libro, (questa operazione richiede molta pratica ed è quindi opportuno farla fare in pescheria ).
Scaldate 2 cucchiai di olio in padella e lasciar dorare appena il pangrattato , aggiungere poi il formaggio grattugiato ,le acciughe tritate, lo zucchero ,l'uvetta passa e pinoli ,un filo d’olio, sale e pepe,far insaporire mescolando per pochi minuti per ottenere un composto consistente ma morbido,incorporando se occorre altro olio.
Poi disporre le sarde aperte ,sul piano da lavoro, distibuire un po’ del ripieno preparato al centro di ogni sarda,arrotolare formando degli involtini,lasciando le codine all'esterno.
Adagiarle in una pirofila oliata,alternandole con foglie di alloro per ogni involtino. Riempire la pirofila.
Spremere 2 o 3 limoni,(ancora meglio 1 arancia e 1 limone ),con il succo fare un’emulsione aggiungendo olio,sale e pepe,e con questa irrorare le sarde e spolverare con pochissimo pangrattato ed ancora un pizzico di zucchero.
Cucinare in forno caldo (200° ) a media altezza fino a che cominciano a colorirsi ,20 minuti circa.
Lasciar riposare (coprendo la pirofila ) per 10 minuti.
Bon appetit ! ! !

Curiosità : i beccafichi sono uccellini che vanno ghiotti di fichi; in estate quando se ne cibano, a volontà, diventano grassottelli e molto saporiti,proprio come le sarde a beccafico,ripiene e gustosissime.

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